How a woman’s Vengeance can destroy a well deserved career (testimony)

Very well; let’s start by saying that I am a professional in the communication’ world and in financial mediation; I cover both sectors: I got an academical degree from Bocconi, and until a few years ago I had a brilliant career which was starting to take off. In 2013 I received an important job offer from a holding in my region, an enterprise that covers almost the totality of local tv and radio channels, together with various associations of different kind. I was employed as the commercial director of the entire holding and, from September to November 2013 I carry out an important work of reorganisation. Meanwhile in those month I had built extra professional relationships with some colleagues part of my very same society. We started to share friends in common, acquaintances, participate at dinners and events, until a day I am invited to the birthday dinner of my boss, where I met a very charming woman; a brilliant dentist in the city, with collaborators in the whole region and owner of various medical clinics as well as consultant for several universities, and with plenty of friendships in the political, legal and medical fields; she smelled so influential and powerful. Between us the feeling was immediate despite the 15 years difference of age–I was 30 and she was 45. That wasn’t a problem, and we started to see each other more and more frequently, until she asked me to move in her apartment in the centre. I reluctantly accepted, despite the many love delusions I encountered, as she was very sensitive, affectionate and caring. Almost immediately I realised instead that her bigger interest was in exploiting the younger toyboy, since she expected 4/5 intercourses on average per day, with no pauses allowed. At the point in which I started loving here sincerely, the relationship became purely sexual. Then she decided that the game was of no interest anymore, and despite our official relationship she started dating other men and being annoyed of my presence, even if I don’t do anything wrong and give her a lot of space. Hence I couldn’t stand it anymore, and I decided to put an end to this relationship ad my feelings were not shared, her encounters with other men more and more frequent, and she even got to admit that she had used me solely for sex. Then I entered into a phase of depression, where the only thing able to cheer me up would be work. Unfortunately I had not reckoned her wickedness. After a few weeks at work I started to perceive a hostile climate, people that disappear or stop talking or even waving hello to me, episodes close to aggressions. Ultimately a day the boss confessed me to have received pressures from that woman to have me fired from the enterprise. With that collaboration ended, I tried to open up new professional contacts; alas that was only the beginning of the ordeal, since in the city suddenly started an absurd defamatory campaign of unseen and unsuspected spite. 90% of my collaborators abruptly disappeared, as well as people with whom I had been working for years, stalkings of people and cars started as well as anonimous phone calls and threats on facebook. In only two years I was massacred publicly and privately. My career ended, I couldn’t find an opened door anymore and I was left alone with no friend or acquaintance, no woman, and not even the possibility of having a simple social profile. After a long time I decided to denounce those abuses to the police: stalking, defamation, aggression; but nothing happened as as soon as I spoke I could see the ironic smiles over the faces of the very only people who should have truly helped me, accompanied by phrases such: “You are a man, you can stand it.” I’d only like somebody to feel what a 30 years old young man at the beginning of a brilliant career and with a very active social life and life enjoyment must have felt. Today I suffer depression, my work was resized and sometimes I need to invent something else to get going, I don’t have a true friend nor a girlfriend. I am a very lonely person who had the only guilt of falling in love for a woman who I deemed sincere, honest and good, while instead was fighting with power, violence and vengeance. Alas no one cares, nor my history as seen as a serious and interesting case, as the violence against men isn’t fashionable, or simply it isn’t even a concept that society considers real. I personally think that violence doesn’t have a colour, a social class or a gender; but yet mine remains an utopia like many others. Thank you. (A.S.)

IT——  

Benissimo; iniziamo col dire che sono un professionista nel mondo della comunicazione e della mediazione finanziaria; mi occupo di entrambi i settori: sono laureato alla Bocconi, e fino a qualche anno fa avevo una brillante carriera in rampa di lancio. Nel 2013 ricevo un’ importante offerta da una holding della mia regione, una società che si occupa della quasi totalità delle reti televisive locali e radiofoniche, oltre a varie associazioni di diverso tipo. Vengo assunto come direttore commerciale dell’intera holding, e da Settembre 2013 a Novembre 2013, svolgo un importante lavoro di risanamento della società. Intanto però, in quei mesi, avevo anche costruito dei rapporti extra professionali con alcuni colleghi, anche loro all’interno della stessa società. Iniziamo a frequentare amici in comunque, conoscenze, a partecipare a cene ed eventi, fino a quando un giorno non vengo invitato ad una cena di compleanno dell’editore. Lì conosco una donna molto affascinante, una brillante odontoiatra della mia città, ma con diverse collaborazioni in tutta la regione e non solo; è proprietaria di alcuni studi, di una clinica, e anche consulente per diverse università. Inoltre con moltissime amicizie nel campo politico, in quello legale, e medico ovviamente; insomma, una donna molto molto influente e potente. C’è subito feeling nonostante la differenza di età, ben 15 anni (ai tempi io avevo 30 anni, lei 45). Ma questo non è un problema, e quindi iniziamo a frequentarci sempre più assiduamente, fino a quando lei non mi chiede di convivere, e andare nel suo appartamento in centro. Io accetto, ma con molta riserva, a causa delle tante delusioni avute nella mia vita, e lei all’inizio sembra molto affettuosa, premurosa, sensibile, disponibile. Mi accorgo fin da subito però che il suo più grande interesse è sfruttare il “giocattolo” più giovane, perchè mi porta ad avere una media di 4/5 rapporti al giorno, e non mi è consentito avere delle pause. Quindi la relazione ad un certo punto vira decisamente sul sesso e basta, mentre io invece ero ormai innamorato e le volevo un gran bene. Arriva un punto in cui lei decide che il “giocattolo” non ha più grande appeal, e nonostante ci sia una relazione seria e ufficiale, inizia a sentire altri uomini e a diventare sempre più scontrosa e infastidita dalla mia presenza, senza che io faccia niente di male, ma anzi sia molto comprensivo dei suoi spazi e delle sue esigenze di libertà. Nonostante questo si arriva ad un punto in cui io mi stanco di essere trattato come uno straccio e decido di chiudere la relazione perchè i miei sentimenti non erano corrisposti, i suoi contatti con altri uomini erano frequenti, ed inoltre era arrivata al punto di ammettere che mi aveva solo usato per puro divertimento sessuale. Quindi entro in una sorta di depressione, la lascio con grande dolore, e continuo a lavorare, pensando di poter almeno conservare la mia professione. Ma non avevo fatto i conti con la sua cattiveria. Dopo qualche settimana inizio a percepire sul lavoro un clima ostile, persone che spariscono o che non rivolgono più la parola o un saluto, ed episodi al limite dell’aggressione. Fino a quando un giorno l’editore mi confessa di aver ricevuto delle pressioni da questa persona, affinchè io non lavorassi più nella società. Questo mi porta a rompere la collaborazione, e ad aprire nuovi contatti professionali; ma purtroppo è solo l’inizio del calvario; in quanto da quel momento inizia nella mia città una campagna diffamatoria assurda e di una cattiveria mai vista nella mia vita. Il 90% delle mie collaborazioni scompare all’improvviso, spariscono persone con cui avevo lavorato per anni, iniziano ad esserci appostamenti sotto casa mia di auto e persone, telefonate anonime, messaggi di offese e minacce su facebook, oltre a veri e propri post diffamatori su alcune bacheche di politici locali contro la mia persona. Quindi nel giro di un paio d’anni io vengo completamente massacrato pubblicamente e privatamente. La mia carriera finisce subito, porte chiuse ovunque, nessun amico o conoscente, nessuna donna, e nemmeno la possibilità di avere un semplice profilo social. Decido dopo tanto tempo di denunciare queste molestie alla polizia, di denunciare lo stalking, le aggressioni, la diffamazione, ma niente. Nel momento in cui provo a denunciare, vedo sorrisini sulle facce di chi dovrebbe aiutarmi, e frasi come: ” lei è un uomo, suvvia può sopportare”. Vorrei solo che qualcuno si mettesse nei panni di quello che allora era un ragazzo di 30 anni, con una carriera che si stava avviando brillantemente, con una vita sociale molto attiva, e con una grande voglia di vivere. Oggi soffro di depressione, il mio lavoro è ridimensionato moltissimo, e a volte devo arrangiarmi come posso, non ho alcun amico né tantomeno una compagna. Sono una persona sola, che ha avuto la sola colpa di innamorarsi di una donna che credeva sincera, onesta e per bene, ma che si è ritrovata a combattere con il potere, la violenza e la vendetta. Ma a nessuno interessa né viene visto come una caso grave o interessante, in quanto oggi la violenza su un uomo non è di moda, o semplicemente è un concetto che la società non considera reale. Io penso che la violenza non abbia colore, né ceto sociale, né sesso; ma per ora resta un’ utopia come tante. Grazie.  (A.S.)

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